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9/3/2007 5:05 PM
 
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un po di tempo fà ho fatto un viaggio a Barcelona con conseguente visita a Figueres al museo Dalì.

E' stato un artista molto eclettico (la sua musa ispiratrice era Amanda Lear [SM=g27825] ) e ha realizzato dei capolavori della pittuara surrealista.


DI SEGUITO ALCUNE DELLE OPERE + IMPORTANTI DI DALI' se dimentico qualcosa siete invitati a postare altre cose. [SM=g27811]
9/3/2007 5:14 PM
 
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LA PERSISTENZA DELLA MEMORIA



Volto di Mae West

questo non è un dipinto ma una composizione , ti fanno salire in cima a una scala e poi guardando sulla tua destra vedi la composizione spettacolare
9/3/2007 5:17 PM
 
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venere e cupido

9/3/2007 5:20 PM
 
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questo quadro si chiama Poesia d'America.
10/21/2007 12:08 AM
 
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SUPERSUPREMO


Descrizione:
Salvador Dalì
Persistenza nella memoria, 1931
New York, Museum of Modern Art
24 x 33 cm
Olio su tela
7/19/2009 4:35 PM
 
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SUPERSUPREMO
Salvador Domingo Jacinto Dalí Domènech, marchese di Pùbol (Figueres, 11 maggio 1904 – Figueres, 23 gennaio 1989), è stato un pittore, scultore, scrittore, cineasta e designer spagnolo.

Dalí era un abile disegnatore tecnico, ma è celebre soprattutto per le immagini suggestive e bizzarre delle sue opere surrealiste. Il suo peculiare tocco pittorico è stato spesso attribuito all'influenza che ebbero su di lui i maestri del Rinascimento. Realizzò la sua opera più famosa, La persistenza della memoria nel 1931. Il talento artistico di Dalì ha trovato espressione in svariati ambiti, tra cui il cinema, la scultura e la fotografia, e lo ha portato a collaborare con artisti di ogni tipo.

Faceva risalire il suo "amore per tutto ciò che è dorato ed eccessivo, la mia passione per il lusso e la mia predilezione per gli abiti orientali" ad una auto-attribuita "discendenza araba", sostenendo che i suoi antenati discendevano dai Mori.

Dalì fu un uomo dotato di una grande immaginazione ma con il vezzo di assumere atteggiamenti stravaganti per attirare l'attenzione su di sé. Tale comportamento ha talvolta irritato coloro che hanno amato la sua arte tanto quanto ha infastidito i suoi detrattori, in quanto i suoi modi eccentrici hanno in alcuni casi catturato l'attenzione del pubblico più delle sue opere.

Biografia

Infazia e giovinezza

Salvador Domingo Felipe Jacinto Dalí i Domènech i Strachkin nasce l'11 maggio 1904 alle 8:45 del mattino nella cittadina di Figueres, nella regione dell'Alt Empordà in Catalogna, vicino al confine francese. Suo fratello maggiore, anch'egli di nome Salvador (nato il 12 ottobre 1901), era morto a causa di una gastroenterite nove mesi prima, l'1 agosto 1903. Il padre, Salvador Dalí i Cusí, era un avvocato e notaio appartenente alla classe media la cui rigidità nell'applicazione della disciplina viene temperata dalla moglie, Felipa Domenech Ferrés, che incoraggia le aspirazioni artistiche del figlio. All'età di cinque anni Dalì viene condotto sulla tomba del fratello dai genitori, che gli dicono che lui è la sua reincarnazione, idea della quale finisce per convincersi. Di suo fratello Dalì dice: "Ci somigliavamo come due gocce d'acqua, ma rilasciavamo riflessi diversi." "Probabilmente lui era una prima versione di me, ma concepito in termini assoluti".

Dalì ha anche una sorella, Ana María, di tre anni più giovane di lui, che nel 1949 pubblicherà un libro sul fratello, Dalì visto da sua sorella. Tra i suoi amici d'infanzia vi sono i futuri calciatori del Barcellona Sagibarbá e Josep Samitier. Durante le vacanze nella stazione di soggiorno catalana di Cadaqués i tre giocano a calcio insieme.

Dalì frequenta una scuola d'arte. Nel 1919 durante una vacanza a Cadaqués con la famiglia di Ramon Pichot, un artista locale che faceva regolarmente dei viaggi a Parigi, scopre la pittura moderna. L'anno seguente il padre di Dalì organizza nella residenza di famiglia una mostra dei suoi disegni a carboncino. La prima vera esposizione pubblica la fa nel 1919 al Teatro Municipale di Figueres.

Nel febbraio 1921 la madre di Dalì muore per un tumore al seno. Dalì ha sedici anni; in seguito dirà che la morte della madre "È stata la disgrazia più grande che mi sia capitata nella vita. La adoravo... Non potevo rassegnarmi alla perdita di una persona su cui contavo per rendere invisibili le inevitabili imperfezioni della mia anima." Dopo la sua morte il padre sposa la sorella della moglie scomparsa. Dalì non si risente per le nuove nozze, perché ama e rispetta molto la zia.

Madrid e Parigi

Nel 1922 Dalì va a vivere nella Residencia de Estudiantes di Madrid e studia all' Academia de San Fernando (Accademia di belle arti). Dalì già attira interesse su di sé con i suoi modi da da eccentrico dandy. Porta i capelli e le basette lunghe, e si veste con giacche, calze lunghe e calzoni alla zuava come gli esteti inglesi alla moda della fine del XIX secolo. Sono però i suoi dipinti, nei i quali mostra di accostarsi al cubismo, a guadagnarli in effetti l'attenzione dei suoi compagni di corso. Quando realizza i suoi primi lavori Dalì probabilmente non ha ancora compreso pienamente i concetti che stanno dietro al movimento cubista, in quanto all'epoca a Madrid non ci sono artisti che abbiano aderito al movimento stesso e le sole informazioni di cui dispone provengono da articoli di giornale e da un catalogo che gli è stato dato da Pichot.

Nel 1924 l'ancora sconosciuto Salvador Dalí realizza per la prima volta le illustrazioni per un libro. Si tratta dell'edizione in catalano del poema Les bruixes de Llers del suo amico e compagno di studi Carles Fages de Climent.

Dalì si accosta anche al movimento dadaista, che continuerà ad influenzare il suo lavoro per tutta la sua vita. Alla Residencia diventa intimo amico, tra gli altri, di Pepín Bello, di Luis Buñuel e del poeta Federico García Lorca. L'amicizia con Garcia Lorca presenta forti somiglianze con un autentico trasporto amoroso reciproco, ma in effetti Dalì respinse vigorosamente gli approcci erotici del poeta.

Nel 1926 Dalì viene espulso dall'Academia, poco prima di sostenere gli esami finali, poiché afferma che nessuno in quell'istituto è abbastanza competente per sottoporre ad esame uno come lui. La sua maestria nella pittura è già evidente dal notevole realismo del Cesto di pane, dipinto in quello stesso anno. Sempre in quell'anno visita per la prima volta Parigi, dove incontra Pablo Picasso, che lui ammira profondamente. Picasso ha già sentito parlare molto bene di Dalì da Joan Miró. Negli anni successivi, mentre sviluppa un proprio stile, Dalì realizza diverse opere fortemente influenzate dall'arte di Picasso e di Mirò.

Nelle opere di Dalì alcune tendenze che poi rimarranno costanti nel corso degli anni sono già evidenti in quelle degli anni '20. Egli assorbe influssi da moltissimi stili artistici diversi, spaziando dalla pittura classica all'avanguardia più estrema. Tra le influenze in stile classico artisti come Raffaello, Bronzino, Francisco de Zurbaran, Vermeer e Velázquez. Si serve sia di tecniche classiche che moderne, talvolta impiegandole in opere separate, talvolte usandole tutte nello stesso dipinto. A Barcellona le esposizioni delle sue opere attraggono molta attenzione, e i critici si dividono tra quelli entusiasti e quelli invece parecchio perplessi.

Dalì si fa crescere dei vistosi baffi, ispirato da quelli del grande maestro del '600 spagnolo Diego Velázquez. I baffi finiranno per diventare un tratto inconfondibile e caratteristico del suo aspetto per il resto della vita.
7/19/2009 4:41 PM
 
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Dal 1929 alla fine della Seconda guerra mondiale

Nel 1929 Dalì collabora con il regista surrealista Luis Buñuel alla realizzazione del cortometraggio Un chien andalou. Il suo contributo principale consiste nell'aiutare Buñuel a scrivere la sceneggiatura del film anche se in seguito affermerà di aver avuto un ruola significativo anche nella realizzazione tecnica del progetto, fatto che non trova riscontro nelle testimonianze dell'epoca, Nell'agosto di quello stesso anno incontra la sua musa, fonte di ispirazione e futura moglie Gala, il cui vero nome è Elena Ivanovna Diakonova. È un'espatriata russa di undici anni più vecchia di lui che in quel momento è sposata con il poeta surrealista Paul Éluard. Sempre in quell'anno Dalì realizza delle importanti mostre diventando un pittore professionista e si unisce ufficialmente al gruppo dei surrealisti del quartiere parigino di Montparnasse. Sono già due anni che il suo lavoro è pesantemente influenzato dal movimento surrealista: i surrealisti apprezzano molto quello che Dalì definisce il suo Metodo paranoico-critico per esplorare il subconscio e raggiungere un maggior livello di creatività artistica.

Nel frattempo i rapporti tra il pittore e il padre sono vicini ad un punto di rottura: Don Salvador Dalí y Cusi disapprova con forza la storia d'amore tra il figlio e Gala e ritiene che la sua vicinanza ai surrealisti abbia un pessimo effetto sul suo senso morale. Lo strappo definitivo avviene quando Don Salvador legge su un quotidiano di Barcellona che recentemente il figlio a Parigi ha esposto un disegno del "Sacro Cuore di Gesù Cristo" insieme ad una scritta provocatoria "Qualche volta, per divertimento, sputo sul ritratto di mia madre."

Indignato Don Salvador pretende che il figlio smentisca pubblicamente. Dalì rifiuta, forse per timore di essere allontanato dal gruppo dei surrealisti, e il 28 dicembre 1929 viene cacciato via con la forza dalla casa paterna. Il padre gli dice che intende diseredarlo e gli intima di non mettere mai più piede a Cadaquès. In seguito Dalì sosterrà che, come tutta risposta, mise in mano al padre un preservativo contenente il suo sperma dicendogli "Tieni. Ora non ti devo più nulla!" L'estate successiva Dalì e Gala affittano un piccolo capanno da pescatori in una baia nei pressi di Port Lligat. In seguito acquista l'abitazione e nel corso degli anni gradualmente la fa ingrandire trasformandola poco a poco nella sua adorata villa sul mare.

Nel 1931 Dalì dipinge una delle sue opere più famose, La persistenza della memoria, che presenta la surrealistica immagine di alcuni orologi da taschino diventati flosci e sul punto di liquefarsi. L'interpretazione comune dell'opera è che gli orologi che si sciolgono rappresentano il rifiuto del concetto che il tempo sia qualcosa di rigido o deterministico. Tale idea nell'opera è sostenuta anche da altre immagini, come l'ampio paesaggio dai confini indefiniti e un altro orologio, raffigurato mentre sta venendo divorato da degli insetti.

Dalí e Gala, dopo aver convissuto a partire dal 1929, si sposano nel 1934 con una cerimonia civile. Nel 1958 si risposeranno con rito cattolico.

Dalì viene presentato negli Stati Uniti nel 1934 dal mercante d'arte Julian Levy. La sua esposizione di New York, che include La persistenza della memoria, crea subito scalpore e suscita interesse. L'alta società lo accoglie organizzando uno speciale "Ballo in onore di Dalì". Lui si presenta portando sul petto una scatola di vetro che contiene un reggiseno.

In quell'anno Dalí e Gala partecipano anche ad una festa mascherata a New York, organizzata per loro dall'ereditiera Caresse Crosby: come costume scelgono di vestirsi come il figlioletto di Lindbergh e il suo rapitore. La conseguente reazione scandalizzata sulla stampa è tale che Dalì è costretto a scusarsi. Quando ritorna a Parigi i surrealisti lo rimproverano per essersi scusato per un gesto surrealista.


Salvador Dalì nel 1939 fotografato da Carl Van Vechten.


Mentre la maggior parte degli artisti surrealisti tende ad assumere posizioni politiche di sinistra, Dalì si mantiene ambiguo riguardo quello che considera il giusto rapporto tra la politica e l'arte. André Breton, uno dei capofila del surrealismo, lo accusa di difendere il "nuovo" e l'"irrazionale" del "fenomeno Hitler", ma Dalì respinge queste affermazioni dicendo: "Non sono un seguace di Hitler né nei fatti né nelle intenzioni". Dalì insiste sul concetto che il surrealismo può esistere anche in un contesto apolitico e si rifiuta di condannare esplicitamente il fascismo. Questo è uno dei fattori che crea dei problemi nei rapporti con i suoi colleghi. Più tardi, sempre nel 1934, Dalì viene sottoposto a un "processo" a seguito del quale viene formalmente espulso dal gruppo dei surrealisti. Come reazione Dalì dice: "Il surrealismo sono io".

Nel 1936 Dalì partecipa all'Esposizione internazionale surrealista di Londra. Tiene la sua conferenza, intitolata Fantomes paranoiaques authentiques, vestito con tuta e casco da palombaro. E' arrivato tenendo in mano una stecca da biliardo con due levrieri russi al guinzaglio e si deve togliergli il casco da palombaro perché è rimasto senza fiato. Commenta :"Ho solo voluto mostrare che mi stavo 'immergendo a fondo' nella mente umana."

In quel periodo il principale mecenate di Dalì è il ricchissimo Edward James, che lo aiuta ad emergere nel mondo dell'arte acquistando molte sue opere e supportandolo finanziariamente per due anni. I due diventano buoni amici e il ritratto di James viene anche inserito da Dalì nel dipinto Cigni che riflettono elefanti. Artista e mecenate collaborano anche nella realizzazione di due delle più celebri icone del movimento surrealista: il Telefono aragosta e il Divano a forma di labbra di Mae West.

Nel 1939 Breton conia per il pittore spagnolo il denigratorio soprannome di "Avida Dollars", anagramma di Salvador Dalì che può essere tradotto come bramoso di dollari. Si tratta di un modo per deridere la crescente commercializzazione delle opere di Dalì e la percezione che Dalì stesso abbia cercato di ingrandire la propria figura grazie alla fama e al denaro. Alcuni surrealisti da allora in poi parlano di Dalì solo al passato remoto, come se fosse morto. Il movimento surrealista e alcuni suoi membri (come Ted Joans) continueranno a polemizzare duramente con Dalì fino al momento della sua reale morte e anche oltre.

Nel 1940, quando in Europa scoppia la seconda guerra mondiale, Dalì e Gala si trasferiscono negli Stati Uniti, dove vivono per otto anni. Dopo il trasferimento Dalì si riavvicina alla pratica del cattolicesimo. Robert e Nicolas Descharnes hanno scritto "In questo periodo Dalì non ha mai smesso di scrivere".

L'anno seguente Dalì imposta il canovaccio di un film per Jean Gabin intitolato Ondata d'amore. Nel 1942 pubblica la propria autobiografia, La vita segreta di Salvador Dalì. Scrive i cataloghi delle sue esposizioni, come quella alla Knoedler Gallery di New York del 1943. In quel testo spiega "Il surrealismo perlomeno sarà servito a fornire la prova sperimentale che la completa sterilità e i tentativi di automatizzazione si sono spinti troppo in là e hanno condotto ad un sistema totalitario. ... La pigrizia dei nostri giorni e la totale mancanza di tecnica hanno raggiunto il loro parossismo nel valore psicologico dell'attuale uso che si fa del college." Scrive anche un romanzo, pubblicato nel 1944, che parla di un salone di moda per automobili. Edwin Cox, sul Miami Herald ne fa una vignetta che ritrae Dalì mentre veste un'automobile con un abito da sera.

Un frate italiano, Gabriele Maria Berardi, sostiene di aver praticato un esorcismo su Dalì nel 1947, mentre si trovava in Francia. Nel 2005 tra le proprietà del frate è stata trovata una scultura che rappresenta Cristo crocefisso; alcuni sostengono che Dalì l'avrebbe data al religioso in segno di gratitudinee due esperti d'arte spagnoli confermano che ci sono fondate ragioni, analizzando lo stile dell'opera, per poterla attribuire a Dalì. Continua...
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